21 febbraio 2023
Roma, Camera dei Deputati

Regolamentazione e ottimizzazione del soccorso stradale su strade ed autostrade.
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Esigenza di regolamentare ed ottimizzare l’attività del soccorritore stradale meccanico.

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Criticità emergenti e problematiche

Esigenza di regolamentare ed ottimizzare l’attività del soccorritore stradale meccanico.

Obiettivo centrale ed irrinunciabile dell’ANCSA è ottenere il formale riconoscimento e la regolamentazione della Categoria professionale del soccorritore stradale. L’obiettivo da raggiungere è un sistema in cui operino solo imprese professionali, in analogia a quanto già è previsto da decenni per la custodia giudiziaria dei veicoli (artt. n. 8 e segg. del d.P.R. n. 571/1982); ciò al fine di garantire il livello qualitativo minimo che tutti gli operatori del settore dovrebbero possedere.

L’insufficiente normativa di riferimento

Al momento, il soccorso stradale è sostanzialmente privo di una normativa di riferimento specifica in grado di regolare l’accesso alla professione e lo standard qualitativo degli interventi. Le poche norme in vigore risultano insufficienti e per lo più concernenti il solo ambito autostradale. In ragione delle finalità pubbliche del servizio di soccorso meccanico in autostrada, gli articoli del Codice della strada (CdS) n. 175 “Condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali”, comma 12 (“Il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli sono consentiti solo agli enti e alle imprese autorizzati, anche preventivamente, dall'ente proprietario”), e n. 176 “Comportamenti durante la circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali”, comma 12, prevedono che lo svolgimento di tale servizio sia subordinato ad autorizzazione da parte di Enti proprietari o Società concessionarie.

L’art. 374 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del CdS contempla inoltre che “L'attività di soccorso stradale e di rimozione di veicoli sulle autostrade può essere affidata in concessione dall'ente proprietario della strada a soggetti autorizzati all'esercizio delle attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122”.

Al soccorso stradale meccanico in autostrada è rivolta una datata Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici, la n. 3279 del 24 maggio 1999, recante "Regolamentazione del soccorso stradale in autostrada per i veicoli in avaria o incidentati", che prevede un adeguato e tempestivo servizio di soccorso attraverso strutture e mezzi permanentemente ed esclusivamente a ciò dedicati e di soggetti qualificati, con idonea organizzazione di operatori dotati di specifica professionalità e mezzi conformi alla normativa vigente, i quali possano effettuare l’intervento di soccorso in condizioni di sicurezza. La Direttiva contempla espressamente anche le conseguenze derivanti da un’eventuale interruzione dello stesso, ossia il declassamento del tronco autostradale a strada extraurbana. 

Le conseguenze dell’assenza di regolamentazione

Risulta evidente, pertanto, che la categoria degli operatori del soccorso stradale, pur essendo di fondamentale importanza, non sia adeguatamente regolamentata né tutelata. Tale assenza rende possibile l’accesso incontrollato a tale attività di chiunque disponga di un carro attrezzi, sia pure di dimensioni e funzionalità minime.

Sul punto, occorre far presente che il soccorso stradale meccanico è un servizio classificato come pubblico essenziale su strade ed autostrade; è svolto da specifiche figure professionali sull’intera rete viaria ordinaria ed autostradale a favore di ogni tipo di veicolo, ogni giorno dell’anno e copre le 24 ore. La centralità attribuita al soccorso stradale è confermata anche dalla circostanza che tale attività non ha subito alcuna interruzione durante il periodo del lockdown, in quanto ricompresa tra quelle contraddistinte dal codice ATECO 52 nonché gerenti di servizi accessori alla circolazione su gomma.

Compito primario del soccorritore stradale meccanico è raggiungere al più presto possibile il luogo dell’intervento (conseguente ad avaria o ad incidente stradale); prestare soccorso in loco, quando effettuabile; rimuovere i veicoli interessati nel più breve tempo possibile e trasportarli in un’officina o in un deposito, a seconda dei casi. Tale esigenza emerge maggiormente in caso di attività di soccorso prestata in autostrade o tangenziali, dove l’alta velocità dei veicoli in transito amplifica di molto i rischi e richiede che gli interventi siano sempre condotti con rapidità e sicurezza, senza alcuna pericolosa approssimazione. Ciò richiede che il soccorritore sia in possesso di una consolidata conoscenza professionale e di specifiche specializzazioni; comporta altresì varie forme di responsabilità, sia civili che penali.

Non è raro che il soccorso sia prestato invece con mezzi insufficienti, inefficienti o sotto dimensionati; oppure che gli addetti non siano stati adeguatamente formati per portare a termine un determinato tipo di intervento. Ciò si riscontra maggiormente nel caso di imprese che operano al di sotto della soglia minima di professionalità, con il fine di abbattere i costi di esercizio, ed applicano tariffe molto inferiori alla media per apparire concorrenziali. Il fenomeno è maggiormente rilevante sulla rete autostradale, dove si contano a decine gli episodi di gravi fatti occorsi durante lo svolgimento delle operazioni di soccorso meccanico sul luogo di un precedente incidente stradale. Anche in tema di soccorso stradale, pertanto, la sicurezza necessita di priorità assoluta.

Il ripristino dei luoghi di intervento

L’operazione di soccorso stradale, peraltro, dovrebbe essere sempre condotta nel rispetto dell'ambiente, intervenendo efficacemente e tempestivamente con attrezzature e prodotti idonei alla bonifica, alla pulizia e al ripristino del sito in cui è avvenuto l’incidente o si è verificata l’avaria a seguito di eventuali sversamenti post-incidente (benzina, gasolio, oli minerali, cristalli..). Attualmente, invece, non sempre ciò avviene ed è solo un auspicio, perché allo stato dei fatti, nonostante la centralità del rispetto dell'ambiente in ogni contesto, sovente tali attività di bonifica e ripristino dei luoghi non vengono svolte con la cura e la professionalità necessarie, con il risultato di continuare a rinvenire al margine della strada ogni tipo di residui di materiale e fluidi.

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Introduzione di tariffe minime e massime per l’attività di soccorso su strade ed autostrade

Altro fenomeno negativo, di non poco conto, è quello del taglieggiamento a cui l’utente della strada viene talvolta sottoposto da parte di operatori marginali e di pochi scrupoli. Aspetto non trascurabile, quindi, è anche la necessità che ogni onere a carico del cittadino sia trasparente, ragionevole e controllabile; occorre infatti porre fine ad un sistema che rende possibile veri e propri agguati a danno di chi, trovandosi in condizione di oggettiva necessità, è costretto ad accettare richieste molto onerose e francamente ingiustificate.

ANCSA si avvale di un Codice etico, al quale gli iscritti devono uniformare la propria attività, e di tariffe di intervento prefissate - pubbliche e consultabili sul proprio sito - alle quali gli iscritti sono tenuti ad uniformarsi. Le tariffe però non sono obbligatorie per i non iscritti e pertanto, in uno scenario privo di regole, non possono certo escludere le descritte deprecabili pratiche messe in atto da alcuni.

Occorre pertanto introdurre senza indugio una tariffa minima e massima per l’attività di soccorso stradale su strade ed autostrade. La tariffa minima, infatti, garantirebbe la corretta remunerazione dell’attività dell’impresa che svolge l’attività sul territorio, evitando forme di concorrenza sleale da parte di operatori non professionalizzati con rischio per la sicurezza della circolazione stradale e degli stessi operatori.

La tariffa massima impedirebbe forme di speculazione da parte di operatori scorretti e mettono al riparo le imprese da una corsa al ribasso che di fatto tende ad escludere le aziende più serie e virtuose. Sul punto va evidenziato che Il servizio di soccorso stradale sulla rete stradale e autostradale italiana è gestito dall'Anas o dalle società concessionarie del servizio (ACI, VAI, Europ Assistance, IMA ecc..). Le stesse, tramite contratti di fornitura, si avvalgono dei soccorritori stradali, ai quali, nel corso degli ultimi anni, sono state imposte tariffe sempre meno favorevoli che inesorabilmente penalizzano le imprese del settore.

Da ultimo, va considerato che i vertiginosi aumenti del costo dei carburanti registrati di recente mettono a dura prova i soccorritori stradali - già provati dagli effetti della pandemia - che non hanno ricevuto agevolazioni da parte dello Stato, a differenza di quanto previsto invece per altre categorie (ad es. gli autotrasportatori). Visto che i citati contratti imposti dalle Società di servizio non prevedono clausole di adeguamento automatico, tutto il peso degli aumenti resta esclusivamente a carico dell’impresa che materialmente effettua il soccorso, senza nessuna possibilità di rivedere al rialzo le tariffe praticate. Continuare a resistere in una situazione del genere, lavorando in perdita, non è un’ipotesi praticabile ancora per molto; molte aziende saranno costrette a spegnere i motori dei carri.

Mobilità elettrica e sicurezza sul lavoro: individuazione delle procedure da adottare nel soccorso e nella custodia; formazione professionale specifica

L’aumento progressivo dei veicoli elettrici ed ibridi in circolazione impone che sia colmato l’analogo e preoccupante vuoto prescrittivo che si registra in materia di mobilità elettrica, individuando modalità specifiche da adottare in caso di soccorso meccanico su strada e di custodia in deposito.

Il recupero di tale tipologia di veicolo, a seguito di incidente o avaria, espone a pericoli continui; Il soccorritore deve essere istruito in merito ai rischi di elettrocuzione e di eventuale incendio successivo all’intervento. Occorre che gli operatori siano a conoscenza delle specifiche modalità di soccorso richieste per automezzi provvisti di impianti elettrici ad alta tensione e maggiormente esposti a rischio di incendio, rilascio di sostanze tossiche ed esplosione rispetto a quelli con motore endotermico. Occorre altresì che possano sempre disporre degli speciali dispositivi di protezione individuale richiesti in tali casi.

In Italia tali problematiche appaiono al momento apparentemente ridotte rispetto ad altri Paesi, in conseguenza dell’ancora relativamente modesta diffusione dei veicoli ibridi ed elettrici rispetto a quelli con motori endotermici. Tuttavia il settore è destinato ad una crescita notevole. Occorre quindi considerare per tempo la profonda diversità dei veicoli elettrici rispetto a quelli tradizionali ed affrontare i rischi connessi a tale diversità

Attività post-incidente e custodia in deposito. I rischi specifici

Non risultano avviati studi per consentire la custodia in sicurezza di tali veicoli nelle depositerie giudiziarie, mediante la fissazione di parametri minimi di distanza da altri veicoli oppure la previsione di aree dedicate nonché l’adozione di apparecchiature speciali di costante vigilanza a distanza (termo scanner per la misurazione della temperatura dei pacchi batteria) sui mezzi incidentati per i quali sussiste il rischio di “thermal runaway” - letteralmente “fuga/valanga termica” - ossia processo di innalzamento termico incontrollato, con l’aumento repentino della temperatura delle batterie a seguito di incidente e sfiato di gas, in grado di provocarne l’incendio e, nel peggiore dei casi, l’esplosione anche dopo molte ore o giorni.

E-mobility: il corso CEI-ANCSA

ANCSA persegue l’obiettivo di qualificare al meglio la professione del Soccorritore Stradale Professionale e di promuovere percorsi formativi di alta qualità, per il tramite di enti accreditati, partendo dal presupposto che un dipendente formato rappresenta un sostanziale arricchimento per ogni azienda.

A tal fine, in collaborazione con il Comitato elettrotecnico italiano (CEI, ente di normazione e formazione che rappresenta lo Stato italiano in organismi internazionali) ha promosso il primo corso dedicato al soccorso stradale ed alla custodia giudiziaria in tema di mobilità elettrica, concernente le misure di sicurezza e le principali procedure da adottare in caso di interventi di soccorso o di custodia in depositeria di veicoli elettrici e ibridi. Il corso permette l’attribuzione delle qualifiche di PES (persona esperta) e PAV (persona avvertita).

Le proposte di Ancsa

Introduzione di tariffe minime e massime per l’attività di soccorso su strade ed autostrade

Quella dei soccorritori stradali, di fatto, è l'unica categoria di lavoratori che chiede allo Stato regole e non soltanto agevolazioni o aiuti economici.

Obiettivi principali che ANCSA ritiene indifferibili ed urgenti per la regolamentazione e l’ottimizzazione del soccorso stradale meccanico sono pertanto:

  • il formale riconoscimento e regolamentazione della categoria dei soccorritori stradali;

  • l’introduzione di un tariffario minimo e massimo per gli interventi effettuati su strade ed autostrade;

  • l’individuazione di specifiche modalità di soccorso e custodia per i veicoli elettrici ed ibridi.

La formazione e l’impiego delle più moderne tecnologie di settore - insieme al rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - rendono possibile il salto qualitativo per le aziende che operano da anni nel soccorso stradale e che hanno già investito nella crescita e nella modernizzazione; costituiscono valide linee guida per quelle che si apprestano ad affacciarsi su questo scenario.

Riconoscimento e regolamentazione della categoria dei soccorritori stradali

L’ANCSA ritiene indispensabile un’integrazione legislativa o regolamentare della normativa vigente che introduca la verifica dell’idoneità professionale e del possesso di mezzi adeguati per le imprese che intendano svolgere tale attività; in tal modo verrebbe garantito il rispetto dei requisiti minimi indispensabili per la sicurezza degli operatori e degli utenti della strada durante l’attività di soccorso stradale meccanico e di rimozione dei veicoli.

Ciò può avvenire anche attraverso la previsione di un Albo o altro tipo di elenco di soggetti in grado di svolgere a livello professionale il servizio di soccorso stradale meccanico, al quale possano aver accesso soltanto coloro i citati requisiti minimi.

Tale regolamentazione del settore del soccorso stradale con la istituzione di un Albo o altro tipo di elenco di imprese rappresenterebbe anche l’attuazione in materia della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014, che all’art. 64 prevede “Gli Stati membri possono istituire o mantenere elenchi ufficiali di imprenditori, di fornitori, o di prestatori di servizi riconosciuti o prevedere una certificazione da parte di organismi di certificazione conformi alle norme europee in materia di certificazione….”. Al riguardo giova sottolineare che la creazione di un elenco dei soccorritori con requisiti standard di professionalità semplificherebbe non poco anche le procedure di gara indette dalle Amministrazioni pubbliche e locali per l’affidamento del servizio di rimozione o di autorizzazione allo svolgimento del servizio di soccorso stradale.

Al riguardo, si segnala che nel 2018, la fine della XVII Legislatura ha interrotto l’iter parlamentare di approvazione della relativa norma (Senato, disegno di legge n. 1435 d’iniziativa della Sen. Valentini ed altri). Nel 2022, poco prima della fine anticipata della XVIII Legislatura, l’on. Antonio Pentangelo era in procinto di presentare analoga proposta di legge, aggiornata alle descritte nuove esigenze di sicurezza della circolazione stradale. 

Tariffario minimo e massimo per interventi su strade ed autostrade

Si rappresenta l’urgenza di un decreto ministeriale che aggiorni il sistema del soccorso stradale con la previsione di tariffe minime e massime per l’attività di soccorso stradale.

Si suggerisce altresì l’apertura di un tavolo tecnico presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che abbia il compito di esaminare congiuntamente le descritte criticità e di individuare le possibili soluzioni.

In tema di sicurezza della circolazione in autostrada, considerato altresì che rientra nei compiti degli Enti proprietari garantire su tutto il tracciato di competenza l'organizzazione del sistema di assistenza e sicurezza, emerge l’urgenza di prevedere anche un adeguato sistema di trasporto per le persone rimaste appiedate a seguito di incidente o di avaria meccanica, le quali - in ossequio alle norme del CdS - non possono mai restare nel veicolo trainato o posto sul pianale del mezzo di soccorso. 

Modalità di soccorso e custodia per i veicoli elettrici ed ibridi

Da quanto esposto risulta evidente che è necessario individuare al più presto specifiche modalità di soccorso, custodia e conservazione dei veicoli a trazione elettrica o ibrida. Per garantire realmente la sicurezza, Ancsa ritiene necessario che lo sviluppo della mobilità elettrica debba essere accompagnato da un preciso quadro di riferimento che ne definisca i punti critici in maniera chiara e che permetta una corretta formazione degli operatori.

Anche in tale ambito, ai fini dell’individuazione di utili indicazioni e direttive in merito, si ritiene utile l’apertura di un tavolo tecnico al quale possano prendere parte, oltre ai soggetti istituzionali, anche i rappresentanti dei soccorritori stradali e delle case costruttrici. La proliferazione di modelli a trazione elettrica o ibrida ha infatti moltiplicato gli schemi costruttivi e favorito l’adozione di soluzioni tecniche non uniformi, soprattutto nella collocazione dei cavi ad alta tensione e dei dispositivi di sicurezza dell’impianto. Emerge pertanto l’esigenza che le Case costruttrici provvedano al più presto a rendere disponibili per ogni veicolo di propria produzione la relativa rescue sheet, (scheda di sicurezza, con indicazione della posizione di tutti i componenti potenzialmente pericolosi), possibilmente in lingua italiana, che consenta a tutti gli operatori di rispettare alti standard sicurezza in caso di avaria o di incidente stradale.

In tema di custodia in deposito, infine, ANCSA richiede che in sede di tavolo tecnico siano fornite dettagliate indicazioni da parte dei costruttori circa la durata della quarantena e le modalità di monitoraggio delle auto elettriche incidentate. In altri Paesi europei e negli USA sono state emanate severe disposizioni al riguardo, prevedendo che tali veicoli siano sempre collocati in aree protette, ben ventilate, lontane da fonti di calore e da altri veicoli con motorizzazione tradizionale. 

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