Il 5 luglio u.s., l’A.N.C.S.A. ha preso parte all’incontro con le Istituzioni organizzato dalla Confederazione Italiana dell’Impresa-CONFIMEA, alla quale la nostra associazione ha aderito da tempo, che associa oltre 267.400 aziende, con 2.580.000 addetti, e che costituisce il primo polo datoriale italiano.

Nel corso dell’incontro – dal tema “Lo sviluppo del sistema imprenditoriale italiano e dell’occupazione per il nuovo mercato globale” – svoltosi a Roma nella prestigiosa cornica di Palazzo Wedekind, il Presidente di CONFIMEA; Roberto Nardella, ha presentato il documento programmatico della Confederazione, sottolineando l’importanza di saper bene interpretare l’attuale fase storica, nazionale ed internazionale, difendendo con decisione e facendo crescere le forze produttive del Paese.

Nel particolare, Nardella ha chiesto con forza “meno tasse, meno spesa (pubblica), meno regole, meno privilegi”, ha elencato tutti gli obiettivi di CONFIMEA, affermando, tra l’altro, che occorre:

  • detassare gli investimenti per lo sviluppo e delineare forme di rapporto semplificato con il Fisco (concordare il reddito per un certo numero di anni);
  • liberalizzare ed innovare la tipologia dei contratti, soprattutto nel Mezzogiorno, affinché i salari siano commisurati alla produttività;
  • agevolare il finanziamento e l’accesso al credito delle PMI;
  • superare le vecchie logiche del controllo pubblico ed i relativi sistemi, permettendo all’imprenditore di sviluppare tutte le proprie potenzialità;
  • realizzare conseguentemente un ordine giuridico chiaro, semplice e stabile.

In tale ottica, in uno scenario economico globale che sta cambiando a grande velocità, le imprese confederate in CONFIMEA– e tra esse, l’A.N.C.S.A – hanno chiesto alle Istituzioni non aiuti ma invece spazi maggiori per l’attività imprenditoriale.

Nel corso del successivo dibattito, moderato dal giornalista della RAI Marco Frittella, hanno preso la parola parlamentari, membri del Governo ed esperti in diritto del lavoro e finanza.

L’avv. Gabriele Fava, esperto in diritto del lavoro e consulente della Camera dei Deputati, ha espresso forti riserve su alcuni punti del “Decreto Dignità”, emanato di recente dal Governo, rivendicando una maggiore libertà di impresa. Fava ha evidenziato il pericolo che il mercato del lavoro possa irrigidirsi e cristallizzarsi ed ha quindi invitato il Governo a sburocratizzare il sistema, creando regole snelle che non blocchino il dinamismo imprenditoriale.