I soccorritori stradali italiani

rappresentanti dall’ Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli-ANCSA

preso atto

della gravissima situazione di disagio in cui versa il Paese per condurre una battaglia lunga e difficile contro la diffusione del COVID 19;

esprimono

solidarietà e vicinanza agli operatori del servizio sanitario nazionale per la abnegazione con la quale sostengono la loro missione per riuscire a garantire il rispetto del primario diritto alla salute;

ricordano

che l’attività di soccorso stradale meccanico costituisce un elemento indispensabile e indefettibile per garantire continuità alla circolazione stradale e quindi consentire lo spostamento di merci e persone in sicurezza; che tale attività viene assicurata con il sacrificio delle imprese in quanto la riduzione del flusso veicolare non consente la copertura dei costi di mantenimento della struttura operativa; che gli operatori su strada sono esposti continuamente a gravi rischi per la salute poiché i dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti sterili, gel disinfettanti) sono prodotti ormai introvabili da settimane;

considerato

che ogni struttura operativa, per garantire pronto intervento nel caso di chiamata, ha necessità di avere un numero di personale tale da coprire tutto l’arco temporale delle 24 ore, considerando anche i tempi di riposo e lavoro notturno e mantenimento dei mezzi dedicati, ha un fabbisogno giornaliero di euro ———-;

che per ogni intervento di soccorso le società di servizio, affidatarie dell’attività di soccorso stradale poi svolte dai fornitori, riconoscono al soccorritore xxxx euro; che è stata richiesta invano l’assegnazione, anche a titolo oneroso, di mascherine ed altri dispositivi di protezione;

preso atto

che il servizio di soccorso stradale costituisce servizio pubblico essenziale e deve essere garantito dagli enti proprietari o concessionari delle strade o autostrade ed è necessario quindi prevedere un adeguato sostegno economico in grado di consentire alle imprese di mantenere il livello di servizio per assicurare h 24 l’intervento agli automobilisti in difficoltà;

giudicate

non applicabili le misure di sostegno economico adottate con decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 per compensare i costi sostenuti dalle imprese del settore del soccorso stradale;

chiedono

al Governo e a tutti i parlamentari di tenere conto della specificità dell’attività svolta dalla categoria, presidio indispensabile a garantire la continuità degli spostamenti su strade e autostrade, allorquando saranno predisposte le misure a sostegno del mantenimento del servizio stradale meccanico su strade e autostrade; alle Regioni l’assegnazione urgente di un congruo numero di DPI alle imprese di soccorso stradale operanti nei rispettivi territori, al fine di garantire la sicurezza nell’attività nonché la prosecuzione del servizio, attualmente svolto in condizioni molto precarie;

auspicano

che, in sede di conversione del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 ovvero in altro decreto legge preannunciato nel breve termine, venga inserita la specifica previsione di misure economiche a sostegno delle imprese del soccorso stradale;

chiedono altresì

che in tale sede venga inoltre previsto a carico degli enti proprietari o concessionari di strade e autostrade il versamento di un indennizzo direttamente agli operatori di soccorso stradale per compensare i costi di gestione dato il venir meno del flusso veicolare;

assicurano

il loro assoluto e massimo impegno per garantire il loro contributo affinché il Paese possa superare la crisi epidemiologica in atto.

Roma 31 marzo 2020

IL PRESIDENTE

ELEONORA TESTANI